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L'artigiano della storia

[Pubblicato il 06 Dicembre 2011]

 

Mercoledì 7 dicembre alle 17,00, presso il Castello comunale dei Ventimiglia, il Museo Civico di Castelbuono organizza la cerimonia di inaugurazione della sala lettura intitolata allo storico castelbuonese Antonio Mogavero Fina.

In occasione del centenario della nascita, a seguito del dibattito a cui parteciperà tra gli altri il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, dopo i saluti del sindaco di Castelbuono, la presentazione dell'amministrazione museale e l'intervento dell'avvocato Mario Lupo (editore del periodico locale "Le Madonie", con cui Mogavero Fina collaborò per più di sessant'anni), sarà presentata l'importante donazione bibliografica che la famiglia Mogavero ha inteso donare all’istituzione museale castelbuonese. Una preziosa collezione di documenti, riviste, articoli e lettere che Mogavero Fina ha raccolto con metodo e passione, che costituiranno il nucleo cardine della sala lettura a cui il Museo lavorava da anni, con la finalità di costruire una nuova tipologia di frequentazione dei residenti viste le nuove risorse e i servizi offerti per l'approfondimento della storia e dell’arte castelbuonese.

 

Questo il testo del pannello biografico affisso nella nuova sala museale:

 

ANTONIO MOGAVERO FINA

"L’artigiano della storia castelbuonese"


Con un approccio non accademico ma incredibilmente appassionato, e con un impegno ininterrotto lungo quasi settant’anni, Antonio Mogavero Fina (nato a Castelbuono nel 1911), fabbro, ha indagato e redatto organicamente la storia civile, artistica e religiosa di Castelbuono. Lo ha fatto dando vita ad una produzione enorme, per buona parte custodita oggi in questa sala grazie all’illuminata volontà civica della famiglia: libri, quaderni, giornali e appunti, in grado di tratteggiare con precisione lo spaccato del ’900 e l’intera storia del paese, ricostruendo in primo luogo le vicende alterne del casato dei Ventimiglia.

 
Ebbe, come palestra di formazione e sfogo culturale, già dal 1927, il periodico castelbuonese “Le Madonie” (“Il Bancarello” prima, poi “L’Eco delle Madonie”), con cui collaborò fino alla morte, avvennuta il 29 settembre 1993. 


Le sue opere rappresentano oggi il primo tassello bibliografico da cui si dipana ogni studio specialistico sull’arte, sui monumenti, sulla storia di Castelbuono e dei Ventimiglia. Per primo rintracciò, nel casale bizantino Ypsigro, il nucleo da cui trae origine il paese. 

Tra le righe di ogni pagina, la figura di un autore romantico e curioso, visceralmente legato al paese natio.

 

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Castelbuono. Sintesi storico-artistica



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