Contemporanea


L’ultimo erede di questo ramo della famiglia Ventimiglia, il Barone Fraccia, dona nel 1913 al Comune di Castelbuono il Teschio di Sant’Anna e i paramenti sacri della Cappella Palatina. Il castello, disabitato e provato dai terremoti del 1818-19 che hanno causato il crollo del terzo piano, viene messo all’asta e acquistato nel 1920 dai castelbuonesi grazie ad una raccolta popolare. Usato come ricovero per gli sfollati durante la Seconda Guerra Mondiale, poi archivio comunale, scuola e persino per l’immagazzinamento di formaggi, a partire dal 1965 viene individuato come sede ideale ad ospitare il costituendo Museo Civico. I successivi restauri ne permetteranno, infatti, la completa fruizione. Alle collezioni preesistenti si aggiunge negli anni ’90 il consistente corpus di dipinti della donazione del dott. Luigi Di Piazza e che costituisce il primo nucleo della sezione di arte moderna e contemporanea, un nucleo in costante crescita grazie a continue acquisizioni e produzioni artistiche in loco.

Oltre alla valorizzazione delle collezioni esistenti, il Museo Civico si fa portavoce dei linguaggi della contemporaneità configurandosi come centro di sperimentazione nell’obiettivo di fare dell’istituzione punto di riferimento e di promozione della produzione artistica di oggi. La fitta programmazione di mostre temporanee, allestite all’interno degli affascinanti ambienti delle ex scuderie e della sala di San Giorgio, al piano terra, consente una rilettura della storia locale e dell’identità mediterranea attraverso l’eterogenea interpretazione di artisti di fama internazionale, chiamati a creare e a condividere immagini e visioni, con il fine di individuare un punto di contatto con i valori del territorio e della storia che lo rappresenta.