Gli Orti come bene comune

Gli Orti come bene comune

Un progetto del Museo Civico di Castelbuono

In collaborazione con l’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura “Luigi Failla

Tedaldi”, la Consulta Giovanile di Castelbuono, il Museo Naturalistico Minà Palumbo

5 novembre 2025 – 4 giugno 2026

Giovedi 4 giugno, dalle ore 11.00 alle 12.30 il Museo Civico presenta gli esiti delprogetto Gli Orti come bene comune, a cura di Maria Rosa Sossai, Progetti partecipativi del Museo Civico di Castelbuono, in collaborazione con l’Istituto Professionale di Stato per l’AgricolturaLuigi Failla Tedaldi”, la Consulta Giovanile di Castelbuonoe il Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo”, con due momenti di restituzione al pubblico, all’Orto sociale di Palazzo Failla e all’Orto dell’Arte del Museo Civico alla presenza del Dirigente Scolastico Gianfranco Lisanti. Il racconto delle attività svolte durante le fasi del progetto terminerà con una merenda nella corte del Museo.

Il progetto “Gli orti come bene comune” nasce dall’esigenza dell’Istituzione museale di sollecitare una riflessione condivisa sull’attuale crisi ambientale con azioni concrete, come la coltivazione e la cura di orti, per migliorare la conoscenza e la responsabilità della comunità scolastica sui temi ambientali. La proposta educativa prende avvio dalla comunità post-varietale di pomodori del progetto Ecosistemi connessi. Museo e comunità postvarietali del duo artistico Aterraterra, PAC 2025, coltivata nell’Orto dell’Arte del Museo Civico che è diventata parte del patrimonio del Museo e cura collettiva di un bene comune.

Obiettivi del progetto sono la diffusione di una coscienza e di una pratica ambientalista a tutela degli ecosistemi nella comunità scolastica e lo sviluppo di una creatività artistica legata all’ambiente, nonché l’acquisizione di sane abitudini alimentari.

Il mantenimento delle risorse naturali che in passato costituivano una preziosa fonte per il fabbisogno delle famiglie sembra essersi disperso e sebbene gli orti e i giardini continuino a esistere e a essere coltivati, la distanza delle giovani generazioni da questa attività tradizionale è cresciuta, determinando un progressivo disinteresse nei confronti della natura e di un’alimentazione genuina. Nel corso delle attività del progetto, gli studenti hanno raccolto le testimonianze dirette di anziani coltivatori di orti e i loro racconti ed esperienze hanno contribuito allo sviluppo di un’idea di natura come parte della propria identità culturale e sociale, un patrimonio da valorizzare e da rendere attuale, attraverso la condivisione con la comunità, nella consapevolezza che la nuova frontiera dell’ecologia sta nell’assunzione da parte di ognuno di noi del principio di responsabilità e sostenibilità.

Le classi dell’Istituto “Luigi Failla Tedaldi” 4A e 4B che hanno aderito al progetto, nell’ambito della Formazione Scuola Lavoro A.S. 2025/2026, si sono impegnate per un totale di 20 ore suddivise in 10 incontri di 2 ore ciascuno, secondo un calendario di attività che ha compreso diverse attività distribuite durante l’arco dell’anno scolastico: raccolta degli ultimi giunti a fine produzione, per estrarne i semi e creare il semenzaio nella serra dell’Istituto agrario, piantumazione delle piantine di pomodori e visite regolari ai due orti; osservazione del piccolo ecosistema dell’Orto dell’arte che comprende, oltre alla piantagione post varietale di pomodori, anche una varietà di erbe aromatiche (rosmarino, lavanda, elicriso, alloro); un incontro con il nutrizionista Massimiliano Cerra sull’importanza del consumo di alimenti naturali e non processati; una lezione sul benessere degli animali tenuta da Marco Gjomarkaj, professore a contratto in food law presso UniPa; una visita al Museo Naturalistico Minà Palumbo e interviste ad anziani coltivatori di orti per cogliere le differenze tra i sistemi tradizionali di coltivazione degli orti e quelli odierni.

Programma

Ore 11.00, visita delle classi all’Orto sociale di Palazzo Failla; ore 11.30, trasferimento all’Orto dell’arte; 11.50, degustazione aperta al pubblico nella corte del castello, con distribuzione gratuita di piantine di pomodori.

 

 

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