When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away

When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away

Domenica 19 ottobre 2025 alle ore 18.00 il Museo Archeologico Regionale Castromediano di Lecce e il Museo Civico di Castelbuono presentano “When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away” l’opera-film dell’artista Driant Zeneli, presso la sala cinema delle Officine Bellotti, Via Antonio Gagini, 31 a Palermo.

Presentazione del film “When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away” di Driant Zeneli in collaborazione con Md. Tasnimul Izaz Bhuiyan, Pulak K. Sarkar, Rafi Nur Hamid, Sondip Roy, Sumaiya Sultana, con la partecipazione speciale di Mahmudul Hasan Dipu.

Commissionato da: Samdani Foundation e Museo Castromediano di Lecce (Regione Puglia).

Partner: Art House Foundation, Scutari (Albania), EMST Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Atene (Grecia) e Museo Civico di Castelbuono, Palermo (Italia).
Con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura italiano, nell’ambito del programma Italian Council (13ª edizione, 2024).

Ambientata all’interno del Parlamento di Dhaka e del Srihatta Art Centre di Sylhet (Bangladesh), l’opera si sviluppa come una favola allegorica che ha per protagonista un pavone bianco innamorato della propria lacrima. La storia, scandita dalle sei stagioni del calendario bengalese, ci guida attraverso molteplici livelli di interpretazione, affrontando temi politici ed ecologici, e trae ispirazione dal movimento della “Rivoluzione di Luglio 2024”, durante la quale morirono più di mille persone a seguito di una serie di proteste e di importanti cambiamenti di governo in Bangladesh, culminati con la caduta del regime.

Zeneli riflette sulle tensioni tra la caduta, il potere e l’amore, dando forma a un realismo magico in cui le utopie sovvertono l’ordine naturale delle cose e aprono spazi immaginativi non convenzionali. La straordinaria architettura brutalista progettata da Louis Kahn diventa parte integrante della narrazione, sia come presenza fisica che metaforica.

La voce fuori campo del film trae ispirazione dal Khonar Bachan, antichi proverbi della tradizione orale bengalese legati alla figura di Khona, leggendaria astrologa e poetessa. Il progetto si distingue per il coinvolgimento attivo di giovani artisti del Bangladesh, che hanno contribuito alla costruzione sia narrativa che visiva dell’opera.

La colonna sonora barocca è rielaborata dal Maestro Francesco Aliberti e interpretata dal controtenore Pasquale Auricchio, che recita anche nel film. La musica, arrangiata e composta in chiave contemporanea, fonde influenze barocche con strumenti e sonorità della tradizione musicale bengalese, creando una partitura originale e ibrida.

L’opera filmica entra a far parte della collezione permanente del Museo Civico di Castelbuono (Palermo).

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